ODStore, Mauro Tiberti

ODStore Sapori Artigianali nasce da un sogno. La volontà di realizzazione di Mauro Tiberti, che a vent’anni decide di aprire un panificio. Diviene ben presto un piccolo produttore artigianale di prodotti rinomati, nati da ricette tradizionali italiane. E qualche tempo dopo, lanciandosi con coraggio nel mondo dell’imprenditoria, si ritrova con una catena di store.

#Piano di Ripartenza

Chiusure e riaperture, lunghi periodi di stand-by e tentativi di ripresa. Ogni settore dell’economia è stato coinvolto in modo diverso dalla crisi. Come avete affrontato questo periodo e come è cambiata la vostra industry? Ci sono stati anche risvolti positivi? Cosa vi aspettate dal futuro e cosa si sta muovendo sul mercato?

Il lockdown è capitato nel periodo peggiore per noi. Infatti le settimane che precedono la Pasqua rappresentano per noi una finestra temporale importante, durante la quale siamo soliti registrare il 20% del fatturato annuo.

Non ci siamo abbattuti, e abbiamo cercato di reagire, inserendo nella nostra offerta prodotti di prima necessità come lievito, pasta madre, pomodoro e mozzarella. Si tratta della gamma di prodotti legati alla panificazione e alla pizza, un universo alimentare molto vicino al nostro. Così, nell’arco dei tre mesi di blocco, questi nuovi prodotti ci hanno aiutato a supportare il consumatore finale con una minima spesa.

La reazione dei nostri clienti è stata interessante e abbiamo recuperato parte del fatturato. A fine lockdown, però, i consumatori hanno preferito tornare al prodotto specializzato: torte, biscotti, confetti, caramelle, cioccolato, creme e confetture. Motivo per cui abbiamo immediatamente ridotto l’assortimento di alimenti generici per tornare ad offrire le nostre golosità.

Infine, durante il lockdown abbiamo rimesso in funzione il nostro sito web: è andato molto bene. Avevamo già iniziato a lavorare online in precedenza, perlopiù in occasione delle festività e di ricorrenze particolari. Ma non avevamo implementato a sufficienza il nostro store. Ora siamo più consapevoli delle potenzialità legate alle vendite online.

Ma il punto vendita fisico rimane per ODStore un canale privilegiato. Ad oggi siamo presenti con 54 store nelle principali città italiane, tra cui Roma, Padova e Milano. Abbiamo anche 1 negozio “viaggiante” Odstore On the Road e 1 affiliato Carrefour presente in via Torino a Milano.
Ma è nelle periferie, dove la gente è radicata, che stiamo registrando un +20% nel fatturato. Questa è ODS – Ovunque Dolce e Salato.

#Rapporto Cliente Fornitore Territorio

Una delle grandi sfide oggi è creare un network affidabile. Potete raccontarci un esempio di partnership dove la collaborazione con la filiera ha giocato un ruolo centrale?

 

Da una parte siamo importatori, lavoriamo sul mercato estero parallelo, da cui acquistiamo prodotti che non esistono in Italia, stuzzicando la curiosità dei clienti. Dall’altra, lavoriamo con due tipologie di fornitori differenti. Ci sono le piccole aziende che realizzano prodotti con il nostro marchio – piccoli fornitori che abbiamo sempre cercato di supportare, anche nei momenti di difficoltà. E poi ci sono le grandi aziende internazionali con cui collaboriamo: imprese che sono state per noi di supporto attraverso aiuti concreti. Ad esempio, ci hanno agevolato nel ritiro dell’invenduto, dandoci la possibilità di dare in beneficienza agli ospedali della Lombardia parte di questi prodotti.

A proposito delle collaborazioni avviate con queste aziende, sono nate delle opportunità?

Abbiamo sviluppato e realizzato l’OD Sweet Hotel, il primo hotel di cioccolato e marshmallow. Si trova in centro a Milano, in piazza Duomo. Abbiamo collaborato con grandi aziende, nonostante il periodo di stand-by, e abbiamo portato avanti sponsorizzazioni di prodotti importanti all’interno dell’hotel. Tra gli altri, vorrei ricordare la Lavazza personalizzata e i frigo bar targati Coca Cola. In questo senso siamo stati supportati al 100%. .

Quali relazioni si sono create tra le partnership di filiera nei territori?

Abbiamo collaborato con Lindt. Regalavamo ai clienti un cioccolatino al pistacchio in cambio di una piccola offerta a scopo benefico.

Così, tra il dire e il fare, abbiamo raccolto circa 100 mila euroCon questa iniziativa abbiamo dato il nostro contributo agli ospiti del Centro Clinico NeMO – progetto Ambulatorio dell’Affettività. Un team di esperti che si occupa del supporto psicologico a bambini e ragazzi con malattie neuromuscolari. 

Si tratta di un’iniziativa che stiamo portando avanti anche quest’anno. 

Dal 12 novembre e per l’intero periodo natalizio, tutti coloro che faranno un acquisto presso uno dei negozi della catena di prodotti alimentari ODStore, potranno aggiungere 1 euro alla cassa di ogni punto vendita, donandolo internamente ai Centri Clinici NeMO. In cambio del loro dono, riceveranno un cioccolatino Lindor al latte. Un’iniziativa che dimostra che le aziende non si fermano e, insieme, possono lasciare il segno.

Vi siete prefissati degli obiettivi?

Nel prossimo futuro abbiamo in programma l’apertura di 15 nuovi punti vendita. Al momento, a dire il vero, stiamo affrontando un calo di fatturato nelle città; tuttavia, non smettiamo di pensare e agire in grande.

Il 24 novembre abbiamo lanciato presso il centro Commerciale Settimo Cielo di Settimo Torinese (TO ) l’ODS on the road. Il nostro store andrà su strada, il camion si aprirà automaticamente per trasformarsi in un negozio vero e proprio, con impianto autonomo. Vogliamo portare ODStore a girare per le strade, per far vivere al consumatore un’esperienza diversa e divertente. Sappiamo di poter regalare momenti di svago e di divertimento con i nostri prodotti. Questo è il nostro approccio e non ci vogliamo fermare in questo momento, tutt’altro.

#Effetto Network

Quale ruolo dovrebbero giocare le aziende capo filiera in questa fase? Come possono incentivare quell’effetto network di cui parlavamo in precedenza?

Devo dire che io mi sento ancora piccolo per poter incidere in maniera significativa sul resto della filiera, ma condivido che le aziende più strutturate possano fare la loro parte. Sarebbe molto interessante estendere il concetto di filiera anche al tema delle locazioni immobiliari: a marzo, aprile e maggio molti negozi hanno dovuto chiudere, ma gli affitti non sono stati sospesi. Per esempio, poter spalmare le somme dovute per i canoni d’affitto di quei mesi negli anni successivi sarebbe stato di grande aiuto. Purtroppo però, a causa di questa situazione, si sono create delle tensioni tra imprenditori.

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