Simone Zerbinati

Zerbinati è un’impresa alimentare italiana leader di settore, specializzata nella lavorazione di verdure fresche e nella produzione di insalate pronte al consumo e di piatti pronti freschi. Da 50 anni l’azienda prepara prodotti freschi in un mix di esperienza, innovazione e tradizione, creando ogni giorno ricette sempre nuove, all’avanguardia e capaci di intercettare esigenze e trend del momento e di conquistare scaffali delle più importanti insegne della GDO.

#Piano di Ripartenza

Chiusure e riaperture, lunghi periodi di stand-by e tentativi di ripresa. Ogni settore dell’economia è stato coinvolto in modo diverso dalla crisi. Come avete affrontato questo periodo e come è cambiata la vostra industry? Ci sono stati anche risvolti positivi? Cosa vi aspettate dal futuro e cosa si sta muovendo sul mercato?

Fortunatamente operiamo in un settore che è stato tutelato, a cui è stata garantita la produzione e per questo nei nostri stabilimenti non ci siamo mai fermati. È vero, ci sono stati dei contraccolpi: il mercato delle verdure di IV gamma ad esempio ha sofferto e continua a soffrire. Così come il settore dei piatti pronti e delle zuppe. Per questo tipo di prodotti abbiamo assistito ad un peggioramento durante il primo lockdown. Oggi stiamo per tornare a livelli di normalità, ma non possiamo dare nulla per scontato.

Le Lunch Box per le pause pranzo in ufficio, i Juice’Z – estratti a freddo con frutta e verdura fresca, la linea dei Burger’Z gluten free e quella bio: ancor prima della crisi Zerbinati si era mossa per andare incontro alle esigenze del consumatore moderno. Così oggi, per noi, affrontare il cambiamento significa continuare a fare quello che facevamo prima, ma possibilmente ancora meglio. Con la forte convinzione che la qualità e la competitività sono ancora più importanti rispetto a prima. Oggi infatti bisogna essere ancor più forti e più veloci, perché la concorrenza è aumentata e tutti sono alla ricerca di volumi e fatturato.

In questo senso possiamo fare una riflessione sulla ripartenza dei mercati. Guardando indietro, ci siamo chiesti che cosa avremmo potuto fare e che cosa invece hanno effettivamente fatto i nostri partner per garantire la continuità della produzione.

I consumatori hanno sempre trovato i nostri prodotti nel banco frigo dei diversi punti vendita ma, di fatto, la continuità non era così scontata a livello di fornitori. Ed è proprio lì che abbiamo fatto un gran lavoro. Certo, le preoccupazioni c’erano all’epoca e per certi versi ci sono tutt’ora. Ad esempio, parlando di trasportatori, la scorsa primavera ci sono state settimane in cui nessuno voleva venire in Lombardia e in Piemonte. Abbiamo dovuto fare un’opera di convincimento importante, adottando e facendo adottare tutte le dovute precauzioni. Fortunatamente le cose sono andate migliorando, soprattutto grazie alla solidarietà nazionale che si è creata.

Questa maggiore competitività si riflette anche sui fornitori? I vostri fornitori sono in grado di rispondere a questi stress?

Penso che la partnership con i fornitori sia un elemento importante, imprescindibile. Dobbiamo prenderci la responsabilità e dare loro una mano affinché possano a loro volta venirci incontro.  Se succede qualcosa all’azienda agricola che produce per noi spinaci, scarola o altre materie prime, a rimetterci è la nostra stessa azienda.

#Rapporto Cliente Fornitore Territorio

Una delle grandi sfide oggi è creare un network affidabile. Potete raccontarci un esempio di partnership dove la collaborazione con la filiera ha giocato un ruolo centrale?

Posso raccontarvi un esempio di business, di creazione e di network. A febbraio, in pieno lockdown, abbiamo ideato una nuova gamma di tre prodotti. Avevamo un nostro team di ricerca e sviluppo e marketing e un team partner che si è dedicato al prodotto e alla qualità. Abbiamo lavorato tutti in modalità smart e abbiamo fatto il test dei prodotti tramite l’invio di campioni a casa.
Eravamo e siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto. 

Ed i fornitori di materie prime e servizi non hanno esitato a venire incontro alle nostre richieste, anche alla luce del periodo di minor fatturato.

Se oggi avessimo la possibilità di fare analisi, di andare alla ricerca di nuovi potenziali clienti, prenderemmo questa gamma di prodotti a modello. Si tratta infatti di prodotti unici, che i competitor non hanno, che sono stati in grado in breve tempo di incontrare una clientela affezionata.

#Effetto Network

Quale ruolo dovrebbero giocare le aziende capo filiera in questa fase? Come possono incentivare quell’effetto network di cui parlavamo in precedenza?

Vi rispondo parlando di quello che vorrei succedesse a noi. Bisognerebbe raccogliere intorno ad un tavolo tutta la filiera e tutti i fornitori di servizi. Partendo dalla terra, dai bisogni degli agricoltori, arrivando ai fornitori di macchinari, di imballaggi, ai laboratori di analisi e alla logistica. Insieme definire una lista di problematiche, a partire da quelle che si sono evidenziate successivamente al primo lockdown.

Ovviamente, quando si parla di flussi di cassa e di ambiti finanziari, tutti i soggetti lungo la filiera sono coinvolti. Una riflessione comune, in grado di considerare tutti i punti di vista, può essere un aiuto concreto. Al momento infatti non possiamo pensare di sfruttare aiuti da parte di terzi, sarebbero infatti troppo pochi e arriverebbero in ritardo rispetto alle necessità.

#Liquidità

Conosce il prodotto reverse factoring? Cosa ne pensa della sua versione digitale?

Conosco il reverse factoring e in questo momento lo ritengo utile per tutti gli attori della filiera. Si tratta di un prodotto ancora poco conosciuto, che però può funzionare molto bene. Perché la liquidità è fondamentale, soprattutto se un’azienda si colloca in un mercato ampio e ha piani di sviluppo importanti.

#Partner di Filiera

Quali sono i vostri partner di filiera? Quanti sono e cosa fanno?

Per quanto riguarda i nostri partner di filiera, i principali attori sono i fornitori di materie prime, i fornitori di imballi e quelli di servizi (logistica, principalmente trasportatori).
Più del 90% dei nostri partner è rappresentato da aziende settoriali di piccole e medie dimensioni. Si tratta di realtà fondamentali, che ci aiutano a competere in maniera più efficace sul nostro mercato. Con loro la fidelizzazione è essenziale. Entrambi dobbiamo poterci fidare l’uno dell’altro: ne va della qualità del prodotto finale.

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